Enti Parco: Riduzione dotazioni organiche - Parere Funz. Pubblica

Il Dipartimento della Funzione Pubblica con nota del 2 agosto ha risposto ad un quesito posto dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare in ordine alle modalità applicative, nei confronti degli enti parco nazionali vigilati dal suddetto Ministero, delle disposizioni recanti l’obbligo di riduzione delle dotazioni organiche di cui al decreto legge n. 194/2009, convertito con modificazioni nella legge 25/2010.


I dubbi interpretativi che il Ministero ha addotto nel quesito attengono all’effettiva appartenenza degli enti parco alla platea delle amministrazioni pubbliche tenute alle riduzioni dei fabbisogni, successivamente all’esecuzione degli adempimenti imposti dall’ art. 74 del d.l. 112/2008.

Tali dubbi scaturiscono da quanto contenuto nell’art. 2, comma 8-quinquies, della legge 25/2010, il quale afferma, tra l’altro, che restano escluse dagli obblighi imposti dall’art 74 del succitato d.l. 112/08 le amministrazioni che abbiano subito la riduzione delle risorse ai sensi dell’art. 17, comma 4, del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78 convertito dalla legge 3 agosto 2009, n. 102 e del comma 6 del medesimo art. 17.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con decreto del 23 dicembre 2009, n. 95821, ha accantonato e reso indisponibili in maniera lineare una quota delle risorse stanziate nelle unità previsionali di base del bilancio dello Stato destinate ad alcuni Ministeri per il contributo relativo ad alcuni enti pubblici. Il predetto decreto ha apportato anche una riduzione della spesa nello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ricomprendendo tra l’altro le spese di funzionamento degli enti parco nazionali.

Secondo l’interpretazione fornita dall’Amministrazione interessata al chiarimento, con l’intervento di tale decreto sarebbe dunque stata integrata una delle condizione in virtù della quale gli enti in questione non sarebbero obbligati a ridurre le proprie dotazioni in applicazione del più volte richiamato art. 2 comma 8-bis della legge 25/2010.

La seconda condizione, ovvero la riduzione prevista dal comma 6 dello stesso art. 17, è quella che si riferisce ai principi e criteri direttivi previsti per il riordino da effettuarsi ai sensi dell’art. 2, comma 634, della legge 244/2007. Rispetto a tale elemento l’amministrazione vigilante asserisce che anche detta condizione sarebbe soddisfatta in quanto questi ultimi enti sono espressamente esonerati dall’obbligo di riordino in virtù dell’interpretazione delle relative disposizioni scaturente dall’art. 10-bis della legge 25/2010.

In merito a ciò il parere della Funzione Pubblica evidenzia che l’art. 10-bis non implica un’esclusione degli enti parco dall’applicazione dell’art. 2, comma 634, della legge 244/2008.

Inoltre, il succitato Dipartimento, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha osservato che le misure legislative, che impongono la riduzione dei fabbisogni, contenute nell’art. 2 comma 8-bis, sono chiaramente ed espressamente destinate alle amministrazioni già assoggettate alle misure contenute all’art. 74 del DL 112/2008, ivi compresi dunque gli enti parco nazionali.

Tuttavia, ha precisato che il successivo art. 2, comma 8-quinquies, della legge 25/2010 stabilisce che restano escluse, appunto, le amministrazioni destinatarie del taglio lineare di cui al D.M. 95821/2009 e degli interventi di riordino secondo le modalità tracciate dall’art.2, comma 634, della legge 244/2007.

La mancata dimostrazione della riduzione del fabbisogno in coerenza con la riduzione della risorse operata per singolo ente determina l’applicazione delle misure di riorganizzazione previste dall’articolo 2, comma 8-bis, della citata legge 25/2010.

In qualche modo, dunque, le misure richiamate consentono alle amministrazioni vigilanti, destinatarie del decreto 95821/2009, ed ai loro enti di operare una scelta tra le due possibili soluzioni sopra descritte. In mancanza di detti adempimenti, rimane fermo l’obbligo per gli enti parco di applicare le misure di riorganizzazione previste dall’articolo 2, comma 8-bis, della citata legge 25/2010.

Con specifico riferimento, infine, ai provvedimenti rimessi al Dipartimento della Funzione Pubblica da parte di alcuni enti parco, il predetto ufficio ha rappresentato che la valutazione degli stessi da parte sua e del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato rimane sospesa in attesa di conoscere le necessarie determinazioni che il competente Ministero vigilante intenderà assumere in materia.



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