Rapporto di lavoro a tempo parziale: Collegato Lavoro

Si è venuti a conoscenza che alcune Amministrazioni stanno procedendo unilateralmente alla verifica di tutti i rapporti di lavoro trasformati prima dell’entrata in vigore del decreto legge n. 112/2008, cioè il 25 giugno 2008.

Gli aspetti principali della legislazione sul part-time sono:

- L’art 1 comma 58 della Legge 23 dicembre 1996, n. 662 (Finanziaria 1997)
A richiesta del dipendente, entro i limiti percentuali fissati della dotazione organica complessiva del personale a tempo pieno dal contratto integrativo aziendale, la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale avveniva automaticamente entro sessanta giorni;
In caso di “grave pregiudizio” con provvedimento motivato l’amministrazione poteva differire la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale per un periodo non superiore ai sei mesi;
I dipendenti che hanno trasformato il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale hanno diritto di tornare a tempo pieno alla scadenza di un biennio dalla trasformazione anche in soprannumero, oppure prima della scadenza del biennio a condizione della disponibilità del posto in organico.

- L’art. 73 decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133:
La procedura di assegnazione del part-time avviene in base alle esigenze organizzative. La nuova disciplina prevede anche il rigetto delle domande di part-time nei casi in cui le trasformazioni da tempo pieno a tempo parziale, determini in relazione alle mansioni e alla posizione ricoperta dai singoli dipendenti nell’organizzazione dei servizi, un pregiudizio alla funzionalità della struttura
I punti principali della procedura stabilita dalla legge 133.
A richiesta del dipendente, entro i limiti percentuali fissati della dotazione organica complessiva del personale a tempo pieno dal contratto integrativo aziendale, la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale può essere concessa dall’amministrazione.
La trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale non è automatica, ma è concessa entro sessanta giorni dalla domanda, coerentemente alle esigenze organizzative e di funzionalità dei servizi.
I dipendenti che hanno trasformato il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale hanno il diritto di tornare a tempo pieno alla scadenza di un biennio dalla trasformazione anche in soprannumero, oppure prima della scadenza del biennio a condizione che vi è la disponibilità del posto in dotazione organica.

- Art. 16 della legge 4 novembre 2010, n. 183 (collegato al lavoro)
In prima applicazione alle disposizioni introdotte dall’art 73 del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, le amministrazioni possono riesaminare tutti i rapporti di lavoro trasformati e autorizzati da tempo pieno a tempo parziale prima dell’entrata in vigore del decreto legge n. 112/2008 ossia prima del 25 giugno 2008.

Pertanto si invita ad anticipare la problematica presso le Amministrazioni, in sede di contrattazione integrativa aziendale, concordando modalità e criteri trasparenti ed oggettivi, ispirati al “rispetto di correttezza e buona fede” richiamato dalla norma, per evitare azioni discrezionali ed unilaterali delle amministrazioni.

Essendo la revoca dei part-time concessi prima del 25 giugno 2008, subordinata al rispetto dei principi di correttezza e buona fede, le eventuali richieste di revoca del lavoro part-time coerentemente alle esigenze organizzative e di funzionalità dei servizi, andranno analiticamente valutate e motivate dai vari responsabili di risorse umane.
I contratti nazionali di lavoro, gia prevedevano il lavoro part-time in relazione alle esigenze organizzative, quindi solo delle valide e obbiettive motivazioni possono rispondere al rispetto dei principi richiamati dalla norma, escludendo ai priori i part-time concessi per legge ed assunzione diretta.

Va anche evidenziato il richiamo a principi civilistici di “correttezza e buona fede”, propri della disciplina dei contratti e non direttamente ad una generica valutazione delle “esigenze di servizio”, per significare che nell’ipotesi di una nuova valutazione l’amministrazione deve considerare attentamente e senza pregiudizi, la situazione professionale e/o familiare venutasi a creare nelle condizioni di vita del lavoratore.

Dunque, tralasciando l’emersione di eventuali abusi che in sede di valutazione condurranno ad una soluzione diversa da quella in precedenza accordata, la condizione di equilibrio familiare che il lavoratore part-time avrà nel frattempo raggiunto, dovrà ricevere una considerazione di dignità ed importanza analoga a quella riguardante l’organizzazione del lavoro, e ricercare prioritariamente soluzioni di adattamento e/o alternative alla revoca del part-time.

L'impegno della CISL sarà quello di monitorare attentamente l’applicazione di questa norma, contrastare unilaterali revoche delle varie Amministrazioni, ed in sede di contrattazione integrativa concordare modalità e criteri trasparenti, oggettivi e responsabili, in merito all’eventuale applicazione della nuova norma.



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