Rapporto di lavoro a tempo parziale: Legge 183/2010

La Federazione Nazionale è venuta a conoscenza che alcune Amministrazioni stanno procedendo unilateralmente alla verifica di tutti i rapporti di lavoro trasformati prima dell’entrata in vigore del decreto legge n. 112/2008, cioè il 25 giugno 2008, in seguito all’unilaterale ed erronea interpretazione dell’art. 16 della legge 4 novembre 2010, n. 183 (collegato al lavoro), che testualmente cita:

“In prima applicazione alle disposizioni introdotte dall’art 73 del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, le amministrazioni possono riesaminare tutti i rapporti di lavoro trasformati e autorizzati da tempo pieno a tempo parziale prima dell’entrata in vigore del decreto legge n. 112/2008 ossia prima del 25 giugno 2008”.

La revoca dei part-time concessi prima del 25 giugno 2008, è subordinata al rispetto dei principi di correttezza e buona fede e, le eventuali richieste di revoca del lavoro part-time coerentemente alle esigenze organizzative e di funzionalità dei servizi, andranno analiticamente valutate e motivate dai vari responsabili di risorse umane.

Il nostro CCNL, già prevedeva la concessione dei part-time in relazione alle esigenze organizzative, quindi solo delle valide e obbiettive motivazioni possono rispondere al rispetto dei principi richiamati dalla norma, escludendo ai priori i part-time concessi per legge ed assunzione diretta.

Va anche evidenziato il richiamo a principi civilistici di “correttezza e buona fede”, propri della disciplina dei contratti e non direttamente ad una generica valutazione delle “esigenze di servizio”, per significare che nell’ipotesi di una nuova valutazione l’amministrazione deve considerare attentamente e senza pregiudizi, la situazione professionale e/o familiare venutasi a creare nelle condizioni di vita del lavoratore.

Quindi la condizione di equilibrio familiare che il lavoratore in part-time avrà nel frattempo raggiunto, dovrà ricevere una considerazione di dignità ed importanza analoga a quella riguardante l’organizzazione del lavoro, e ricercare prioritariamente soluzioni di adattamento e/o alternative alla revoca del part-time.

La CISL contrasterà unilaterali revoche dei Direttori Generali, ed in sede di contrattazione integrativa concorderà modalità e criteri trasparenti, oggettivi e responsabili, in merito all’eventuale applicazione della nuova norma.

Particolarmente efficace, può essere un confronto regionale che entri nel merito del problema e concordi nel rispetto delle autonomie aziendali, linee guida generali per impedire l’improvvisato “fai da te” di molti Direttori Generali.

Allo scopo si allegano alla presente, l’accordo regionale del Veneto, la circolare della regione Veneto e la circolare della regione Emilia Romagna.





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