Testo Unico sulla Rappresentanza Confindustria-Cgil,Cisl e Uil

E' stato firmato nella serata del 10 gennaio 2014 l'Accordo Interconfederale tra CGIL CISL UIL e Confindustria in merito al Testo Unico sulla rappresentanza.

L'accordo recepisce e da attuazione ai contenuti dell' Accordo del 28/6/2011, del Protocollo del 31/5/2013 ed aggiorna i contenuti dell'Accordo sulle RSU del 20/12/1993.
L'armonizzazione all'interno di un solo Testo Unico di tutte le regole relative alla rappresentanza ed alla validazione ed esigibilità dei contratti nazionali e di secondo livello rappresenta un risultato di straordinaria importanza e costituisce un riferimento normativo completo ed omogeneo per l'esercizio dell'attività sindacale e lo svolgimento della contrattazione.
L'accordo si configura come la conclusione logica, coerente e necessaria di tutto il percorso di ammodernamento delle relazioni industriali avviato con la piattaforma CGIL CISL UIL del maggio 2008 e sviluppatosi attraverso i vari accordi interconfederali sul nuovo modello contrattuale, sui rinnovi dei ccnl e degli accordi di secondo livello che ne hanno sostanzialmente recepito i contenuti, sul Patto per la Produttività, sull'accordo per la detassazione dell'aprile 2013 e sugli accordi sulla rappresentanza sopra richiamati.
La non adesione della CGIL agli accordi sul nuovo modello contrattuale ed al Patto per la Produttività risponde a valutazioni politiche legate agli specifici momenti di contesto e nulla toglie alla valenza ed alla coerenza dell'approdo finale al Testo Unico che rappresenta un grande risultato unitario destinato a tracciare una nuova fase per il sindacato italiano e per il nostro sistema di relazioni sindacali.
Il Testo Unico sulla Rappresentanza è strutturato in 5 grandi capitoli :
La prima parte e' riferita alla misurazione e certificazione della rappresentanza ai fini della contrattazione collettiva nazionale di categoria ; la seconda parte la regolamentazione delle rappresentanze in azienda ; la parte terza tratta la titolarità e l'efficacia della contrattazione collettiva nazionale di categoria ed aziendale ; ed infine una parte contenente clausole transitorie e finali .
Un impianto di regole chiaro, condiviso e vincolante è indispensabile per rendere credibile e affidabile un sistema di relazioni industriali capace di dare certezze sulla validazione e l’applicabilità dei contratti e degli accordi a tutti i livelli: condizione ineludibile per poter essere motore di sviluppo economico e sociale, favorendo l’innovazione, la qualità, attraendo investimenti, valorizzando e qualificando il lavoro.
Le regole sono in tal senso condizione necessaria ma non esaustiva di qualificazione di un sistema di relazioni industriali.
Occorre, infatti, superare l’approccio di natura antagonistica e puramente conflittuale per orientarsi ad un modello contrattuale di tipo partecipativo, fondato sulla conoscenza, sulla capacità di proposta e sull’assunzione di responsabilità.
Il Testo Unico sulla rappresentanza costituisce, in questo senso, un riferimento propedeutico per favorire l'evoluzione del sistema di relazioni del nostro paese in una direzione che può essere di riferimento anche a livello europeo.
L'accordo definisce anche - in termini efficaci ed innovativi – un quadro procedurale di raffreddamento e sanzionatorio in caso di inadempienze che si riferisce in termini di pari dignità e vincolatività tanto alle organizzazioni imprenditoriali quanto a quelle sindacali.
L'accordo nel suo complesso - e quest'ultima parte in particolare – mette in evidenza la strumentalità di alcune voci che già si sono levate a lamentare “l'espropriazione dei diritti sindacali”. Appare, infatti, ancora più evidente come - alla luce di regole precise e di pari valenza e dignità – tale osservazione si configuri in termini conservativi dei “diritti” (sia dal punto di vista culturale che operativo) e di sottrarsi al vincolo ed alla trasparenza di norme chiare di rappresentatività, responsabilità e coerenza rispetto agli impegni assunti.
Tutto ciò nulla ha a che vedere con la democrazia anzi ne rappresenta la negazione più evidente in nome di un non meglio classificato movimentismo ed indeterminatezza delle regole. Fattori, questi, che hanno rappresentato un limite evidente del nostro sistema di relazioni industriali e che hanno rischiato di pesare in negativo sulla credibilità del nostro sistema paese e di fare perdere opportunità di crescita vitali sia per le imprese che per i lavoratori.
L'accordo sul Testo Unico pone anche sotto una nuova luce il dibattito sull'opportunità di un intervento legislativo sulla rappresentanza.
L'Accordo costituisce, infatti, un punto di riferimento autorevole sia rispetto alla rappresentatività dei soggetti firmatari sia per completezza ed organicità di fondamenti normativi; esso quindi rappresenta un modello a cui riferire – con gli opportuni adattamenti – ulteriori accordi con le altre organizzazioni imprenditoriali di altri settori.
Il fondamento principale per la regolazione dei rapporti di lavoro, per la validazione dei contratti collettivi ai vari livelli e per la certificazione della rappresentanza e rappresentatività trova la propria sede più naturale ed efficace nell'ambito dell'autonoma capacità di definizione delle parti sociali.

In allegato il Testo Unico




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