Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

Agli inizi di agosto è stata definitivamente approvata la legge di riforma della cooperazione allo sviluppo (Lg. n. 125 dell’11 agosto 2014), la quale abroga e sostituisce la legge 49 del 1987 che è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 199 del 28.8.2014 recante disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo.
La legge 125 modifica la denominazione dell’Amministrazione degli esteri da “Ministero degli esteri” in “Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale”.
Si evidenziano di seguito le principali novità che la legge 125 avrà sull'organizzazione del Ministero e, in particolare, sul personale:
 Per l'attuazione delle politiche di cooperazione è istituita "l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo", che è sottoposta al potere di indirizzo e vigilanza del Ministero a cui è demandato anche il compito di valutare l'impatto degli interventi di cooperazione e verificare il raggiungimento degli obiettivi programmati.
 Al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni di competenze, a seguito dell'istituzione dell'Agenzia, dovrà essere rivista l'organizzazione della Direzione Generale per la cooperazione allo sviluppo.
 L'Agenzia avrà un organico non superiore a 200 unità alla cui copertura si provvederà mediante l'inquadramento del personale dell'Istituto Agronomico per l'Oltremare e -su base volontaria- del personale attualmente in comando o fuori ruolo presso la Direzione Generale per la cooperazione allo sviluppo e di non oltre 40 aree funzionali del M.A.E. Si provvederà, inoltre, mediante mobilità di personale in esubero in altre amministrazioni e, a regime, attraverso concorsi pubblici. Infine, fino ad esaurimento, faranno parte del personale dell'Agenzia gli attuali Esperti di cui alla legge 49/1987 (se gli stessi non opteranno per il mantenimento in servizio presso il M.A.E.), per i quali è anche prevista la possibilità di partecipare ai concorsi per l'accesso alla dirigenza della stessa Agenzia. A tale proposito, la legge non precisa quale sia la consistenza numerica dell'organico della dirigenza.
 L'Agenzia si avvarrà anche di un contingente di 100 unità di personale a contratto, il cui rapporto di lavoro avrà una disciplina analoga a quella del personale locale delle Rappresentanze diplomatico-consolari e degli Istituti Italiani di Cultura, con l'eccezione dell'istituto della "ricollocazione in altra sede" in caso di soppressione o chiusura di un ufficio all'estero, espressamente escluso per gli addetti "locali" dell'Agenzia.

 L'Agenzia avrà la sede principale a Roma e sedi all'estero, "nel rispetto delle risorse umane disponibili e nel limite delle risorse finanziarie assegnate".
 Infine, i pubblici dipendenti che fossero chiamati a lavorare per ONG, ONLUS o per altre organizzazioni della società civile impegnate nelle attività di cooperazione allo sviluppo, avranno diritto ad essere collocati in aspettativa senza assegni per un periodo massimo di quattro anni, eventualmente rinnovabili, e al mantenimento della qualifica posseduta. Il solo diritto al collocamento in aspettativa senza assegni spetta anche al dipendente che segue il coniuge in servizio di cooperazione.

Alla luce di quanto sopra, la nostra Federazione ha chiesto all’Amministrazione di essere convocati per confrontarci sugli aspetti applicativi della legge n. 125, da attuarsi entro 6 mesi dalla sua approvazione ed aventi ricadute sul personale. In particolare, è nostro interesse poter conoscere i contenuti dello statuto dell’Agenzia, soprattutto con riferimento ai rapporti fra la presenza della stessa Agenzia all’estero e le Rappresentanze diplomatico-consolari oltre che in merito alle modalità di riallocazione del personale, dei compiti e delle funzioni dell’Istituto agronomico per l’Oltremare. Inoltre, vorremmo essere coinvolti nella definizione dei profili professionali del personale dell’Agenzia e delle relative dotazioni organiche.
In allegato la legge 125/2014



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